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Perugia
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Facciata della Cattedrale

Papa Giulio III

 

 



La cattedrale di S. Lorenzo - pag.2

Il fianco meridionale, rivolto verso Piazza IV Novembre, è arricchito da finestre gotiche e completato da una serie di arcate che costituiscono la cosiddetta Loggia di Braccio (descritta in precedenza), la quale metteva in collegamento la cattedrale con il Palazzo del Podestà. A sinistra dell’ingresso si trova la statua in bronzo di Giulio III (1555), eseguita da Giulio e Vincenzo Danti per celebrare il pontefice che restituì alla città le “magistrature priorali” soppresse da Paolo III. L’opera è interessante sia per la ricchezza degli elementi decorativi del trono, sia per il fregio ricamato del piviale, sia per la consistenza vigorosa della figura. Il portale in travertino, disegnato nel 1568 da Galeazzo Alessi e scolpito da Ludovico Scalza in sostituzione di quello precedente realizzato nel ’400, è sormontato da un crocifisso ligneo di Polidoro Ciburri collocatovi nel 1540 per ricordare la resistenza dei perugini alle truppe pontificie di Paolo III in occasione della cosiddetta guerra del Sale. Alla destra del portale vi è un piccolo pulpito quattrocentesco da cui, secondo la tradizione, si affacciava San Bernardino durante le sue accese prediche contro i vizi e gli odi che dividevano le varie fazioni cittadine. Accanto, in una delle due nicchie sovrapposte all’interno del pilastro, troviamo una statua raffigurante la Madonna della Provvidenza, del 1929. Aroldo Bellini la realizzò come ex voto in occasione dello scampato pericolo corso da Benito Mussolini nell’attentato di Bologna del 1926. La pianta della cattedrale è a croce latina, a tre navate divise da dieci pilastri ottagonali, terminanti con capitelli che sostengono archi e volte ogivali con costoloni, affrescate nella seconda metà del ’700. Tale architettura si rifà ad una precisa tipologia nordica chiamata “Hallenkirche”, cioè chiesa a sala, caratterizzata da navate della stessa altezza, che conferiscono all’edificio un grande slancio in senso verticale. Un cornicione a mensole divide le pareti in due piani, separando le finestre a sesto acuto, nella parte inferiore, da altre più basse, nella parte superiore. L’interno dell’edificio mostra il connubio tra l’arte quattrocentesca dell’architettura e quella settecentesca dei dipinti: è proprio nel 700, infatti, che l’interno dell’edificio viene rivestito di una fitta decorazione e in finti marmi appaiono realizzate le colonne e le mezze colonne lungo le pareti laterali. Marmi veri sono invece stati utilizzati per gli altari, in particolar modo per l’altare maggiore, realizzato da Carlo Murena, in cui è ben evidente l’accostamento delle diverse coloriture dei vari tipi di pietra marmorea . Le decorazioni ad affresco delle volte, raffiguranti Profeti, Santi, Apostoli, Evangelisti ed Allegorie, sono opera dei principali pittori del ’600 e del ’700 (Francesco Appiani, Vincenzo Mariotti, Valentino Carattoli, Carlo Spiridione Mariotti, Marcello Leopardi, Domenico Sergardi), oggi purtroppo di difficile lettura a causa della luce artificiale che, al contrario, fa risplendere le tre tonalità del marmo con cui, nel 1822, fu realizzato il pavimento. Per avere un panorama della struttura interna, riportiamo qui un quadro sintetico delle opere della cattedrale, soffermandoci ad illustrare quelle più interessanti, sia per il giudizio della critica, sia per la loro storia o per qualche particolare vicissitudine. Sulla parete di controfacciata un’opera di Giovanni Antonio Scaramuccia raffigurante la Madonna fra i patroni della città e i SS. Agostino, Domenico e Francesco (1610) e la vetrata del rosone con Il martirio di S. Lorenzo (1919). Ai lati dell’ingresso (guardando l’altare maggiore): a destra, il Sarcofago del vescovo Giovanni Andrea Baglioni (1451), attribuito ad Urbano da Cortona, rivela come questo artista si sia formato nell’ambito della scultura donatelliana, anche se le figure rigide e i volti privi di qualsiasi espressione rivelano un’adesione sommaria agli insegnamenti dell’artista fiorentino. La figura del vescovo è stata realizzata in calcare locale, i rilievi frontali, le virtù cardinali e gli angeli reggistemma sono eseguiti in marmo; a sinistra, il monumento funebre del vescovo Marcantonio Oddi, opera di Giandomenico Guidi (1658). La navata destra comprende la Cappella di San Bernardino, di proprietà del Collegio della Mercanzia. Nella vetrata colorata è raffigurata la Predica di San Bernardino, su disegno di Arrigo Fiammingo (1565). In basso vi è un bancone intagliato di Ercole di Tommaso del Riccio e Jacopo Fiorentino (1567). La Deposizione di Federico Barocci*, un tempo incorniciata dalla mostra d’altare, progettata nel 1559 da Ludovico Scalza insieme a tredici statue scolpite da Vincenzo Danti nel 1567, è una delle più alte testimonianze della pittura europea del ’500.

 

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