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Perugia
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Portale della Cattedrale

 

 

 

 

 

Reliquiario del Sant'Anello

 

 



La cattedrale di S. Lorenzo

Piazza IV Novembre, centro del potere civile e religioso della Perugia medioevale, attrae ancora oggi il visitatore grazie alla presenza degli edifici-simbolo delle maggiori istituzioni religiose e laiche del periodo comunale: il Palazzo dei Priori, il Palazzo arcivescovile, la Cattedrale, tutti rivolti verso la Fontana maggiore. Quest’ultima, sublime opera di Nicola e Giovanni Pisano, rappresenta la sintesi degli aspetti storici e religiosi della città e, con l’eleganza delle sue linee e l’armonia delle forme, conferisce maggiore solennità alla Piazza stessa. Sul lato settentrionale della Platea Magna (la Piazza Grande), è ubicata la Cattedrale di S. Lorenzo, costruita in più fasi nel corso dei secoli e mai completata. Del primo edificio, in stile romanico, non sappiamo molto, eccetto che era di dimensioni minori rispetto a quello attuale, che era preceduto da un portico e che era dedicato ai Santi Lorenzo ed Ercolano. Da una tavola conservata nella Galleria Nazionale dell’Umbria, raffigurante Sant’Ercolano che regge in mano la città, possiamo ricostruire l’immagine dell’antica cattedrale, che comprendeva nello stesso piano il portale d’ingresso, il campanile e la cappella dedicata a Sant’Ercolano. La sua parte più importante era senza dubbio costituita dal campanile, di cui oggi è visibile il basamento nel muro di fondo della Loggia di Braccio (considerato il luogo di sepoltura del mitico Euliste, fondatore della città), punto d’incontro dei rappresentanti politici cittadini nei momenti più solenni che caratterizzavano la vita di Perugia, tanto che una disposizione della città del XIII secolo imponeva che le deliberazioni di pace e di guerra si dovessero eseguire o in questo luogo o all’interno del Duomo. Il campanile aveva due ordini di finestre, una cuspide sormontata da un gallo dorato (simbolo della comunità religiosa obbligata al coro) e, sulla parete frontale, la cosiddetta “Petra iustitiae” (oggi nel Palazzo dei Priori e la cui copia è visibile sotto la loggia di Braccio), a ricordo dell’estinzione del debito pubblico da parte del Comune di Perugia nel 1234 e della tassazione dei cittadini in base al censo. Il campanile fu fatto mozzare dal governatore di Perugia, Gherardo de Puys, nel 1375, per permettere la costruzione del corridoio che doveva unire la fortezza fatta costruire in Porta Sole al Palazzo dei Priori,(1) e definitivamente distrutto dagli stessi perugini nel 1467, quando fu eretta la nuova torre campanaria annessa alla canonica della precedente cattedrale. Nel 1300, dopo la demolizione delle preesistenti parti romaniche, la realizzazione del nuovo Duomo fu affidata a Fra’ Bevignate, già soprintendente della Fontana maggiore, il quale ideò un edificio poggiante su un podio sopraelevato rispetto alla strada, di semplici linee architettoniche e molto ampio al suo interno. La prima pietra fu posta però soltanto nel 1345, anno in cui Clemente VI concesse l’autorizzazione di accrescere e rinnovare la chiesa, e i lavori veri e propri iniziarono addirittura cento anni dopo, nel 1445. La prosecuzione della fabbrica subì dei forti rallentamenti negli anni Sessanta, non solo a causa della peste che colpì la città ma anche per la mancanza cronica di denaro e per i forti contributi richiesti dallo Stato pontificio alla cittadinanza. A ciò si aggiunse la lotta politica fra le due più potenti famiglie della città: gli Oddi e i Baglioni, che trasformarono la cattedrale in fortezza, vietandola al culto, arrestando i lavori di rifinitura e prorogando i tempi di completamento.(2)Il duomo potè dirsi ultimato nel 1487, quando il corpo di Sant’Ercolano, ritrovato integro, fu trasportato dal vecchio altare maggiore, che si trovava nel transetto, nel nuovo.I grandi lavori terminarono nel 1507 ma soltanto nel 1553 fu dedicata attenzione al portale rivolto verso la piazza che, come afferma lo storico Pellini, dal rigido stile gotico era arrivato al movimentato barocco.Nel ’600 e nel ’700 furono aggiunte decorazioni, altari di gesso e mostre di stucco, furono tamponati alcuni finestroni e dispersi preziosi monumenti medioevali e rinascimentali. Alla seconda metà del XIX secolo risalgono, invece, i grandi lavori di riassetto, guidati dall’architetto Santini e voluti dall’allora cardinale Gioacchino Pecci, il futuro pontefice Leone XIII. In ogni caso la cattedrale non fu mai completata perché, a detta dello storico Gurrieri, il popolo di Perugia, impegnato in continui contrasti interni, non poté mai pensare all’abbellimento della facciata esterna e fu costretto a lasciarla grezza ed incompiuta. Soltanto la fiancata meridionale presenta un rivestimento di formelle bianche e rosa provenienti dalla cappella, originariamente addossata all’edificio romanico. “Braccio Fortebracci (vedi scheda a pag. 10), condottiero di larghe vedute, pensò di formare un portico che riunisse in maniera armonica chiesa, torre e cappella e in più, forse, una protezione sui gradini che da secoli servivano da scanno agli alti personaggi che lì si riunivano nelle occasioni più solenni”(cfr. Calderoni, p.39). Iniziate nel 1420, le logge furono completate tre anni dopo; in origine erano formate da cinque archi sostenuti da colonne di travertino con capitelli compositi e coperte da una terrazza che si trovava allo stesso livello del pianerottolo della grande scala del Palazzo “abrugiato”, cioè il palazzo del Podestà, che completava la serie degli edifici della Platea Magna e che fu distrutto da un incendio nel 1526.Quando, dopo la costruzione del duomo attuale, fu deciso di collocare la statua di Giulio III a destra del portale principale, fu demolita la prima arcata d’angolo della loggia di cui oggi rimangono solo i peducci d’appoggio delle volticine.La terrazza fu usata come pulpito da cui si affacciavano personaggi importanti e grandi dignitari in visita a Perugia (è il caso di Pio II che nel febbraio del 1459 qui benedisse le candele lanciandole poi alla folla radunata in piazza), ma anche come luogo di esecuzione di giustizia quando vi era timore di contatto con la folla. La facciata principale, incompiuta (come dimostrano i sostegni per il rivestimento), si affaccia su Piazza Danti e presenta un portale progettato nel 1729 da Pietro Carattoli, di chiaro stampo barocco.

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© Edizioni Era Nuova 2001