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Perugia
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Portale maggiore, sotto: i 3 santi patroni

 



Palazzo dei Priori - Sala dei Notari - pag.2
Il palazzo non è ancora finito che già la città pensa al suo ampliamento; si vuole infatti creare “l’isola del Comune di Perugia”, cioè occupare tutto l’isolato compreso fra la Piazza, il Corso, Via dei Priori e Via della Gabbia, inglobando o demolendo le superstiti case dei privati. Con l’inizio del nuovo secolo però - si legge nelle cronache - che il cantiere ebbe un lungo periodo di stasi, fino a quando, nel 1317, il Comune dà l’incarico ad Ambrogio Maitani, fratello del più famoso Lorenzo che lavorava ad Orvieto, di dirigere i lavori. La presenza di Ambrogio a Perugia come sovrintendente ai lavori di ampliamento del Palazzo dei Priori, è documentata dal 1317 al 1346. Sotto la sua direzione fu creato il portale maggiore del palazzo (1326) di cui forse lui stesso ha scolpito le statue dei tre Santi Patroni collocate sulla lunetta. Da questa data inizia l’ampliamento del lato sud del Palazzo, con la giustapposizione di un massiccio corpo di fabbrica contenente le abitazioni dei Priori, le sale di rappresentanza e l’ingresso con il monumentale portale. (È in questo momento che il palazzo viene chiamato” dei Priori” perché nel 1353 questi vi trasferiscono definitivamente le loro dimore). L’anno 1429 segna l’ultimo ampliamento della struttura, visibile nella parte che si sviluppa a sinistra dell’Arco di Via dei Priori, sotto la direzione di Gilio di Lapo di Servadio, discendente di uno dei due maestri che 50 anni prima avevano iniziato la fabbrica. La facciata principale è quella che si affaccia su Piazza IV novembre. La scala semicircolare attuale è un rifacimento del 1902. In origine, probabilmente, la scala era a doppia rampa, sostituita già nel 1574 dall’architetto Vincenzo Danti. La scala prende il nome “della Vaccara”, forse perché anticamente in quella zona sostavano i bovini per la vendita del latte ai cittadini. Il portico a destra, con bellissimi capitelli, due forse di origine romana e due medioevali (quest’ultimi riconoscibili dalla presenza del grifo rampante, emblema cittadino, di chiara fattura trecentesca), appartenevamo alla Chiesa di San Severo di Piazza, incorporata nell’ampliamento trecentesco del palazzo. I locali sotto il portico, detti di San Severo, ospitano oggi alcuni uffici comunali. Salita la scala, ci si trova di fronte al grande portale ogivale, di linee semplici e decise, che immette nella Sala dei Notari, maestoso ambiente rettangolare con volta sostenuta da otto arconi romanici, interamente decorato con affreschi del XIII secolo. La seconda porta, più in alto, si apre nella Sala della Vaccara, antica sede del catasto comunale come testimonia l’iscrizione sulla porta “A G” (armarium generale) MCCCXXXVII Gilius Rufianelli me fecit (Giulio Rufianello mi fece). Sulla facciata sono da osservare i due grandi animali in bronzo, collocati sopra i mensoloni, copie degli originali che oggi si trovano nella Sala della Giunta comunale, capolavori dell’arte fusoria medioevale. Il Grifo e il Leone, simboli della città, originariamente erano posti ad ornamento di una fontana scolpita da Arnolfo di Cambio nel 1281; dopo la distruzione del monumento, trovarono collocazione, a partire dal 1301, sui mensoloni. Sopra alla porta pendono (copie anch’esse) le sbarre e le catene di ferro tolte, insieme alle chiavi, alla città di Siena dopo la battaglia di Torrita (1358), dalla quale Perugia uscì vincitrice.

 

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© Edizioni Era Nuova 2001