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Perugia
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Sala dei Notari, interno

 

 



Palazzo dei Priori - Sala dei Notari
Il primo Palazzo pubblico del Comune di Perugia fu il Palazzo dei Consoli (carica esistente già dal 1139, datazione del più antico documento in cui vengono citati), modesto edificio “all’ombra della grande torre di San Lorenzo” di cui oggi non rimane alcuna traccia, sia per un violento incendio scoppiato nel 1329, sia per le sovrapposizioni architettoniche susseguitesi nei secoli.Nel 1255 compare a Perugia una nuova carica politica: il Capitano del popolo. Le cronache testimoniano che la prima dimora data al nuovo personaggio è una casa-torre presso l’antica Chiesa di San Severo, ma, contemporaneamente, la città cerca una sistemazione più adeguata. Nelle sedute consiliari di questi anni si discute più volte dell’esigenza di un edificio che sia funzionale e rappresentativo di uno Stato sempre più ricco e potente e, nello stesso tempo, abbia spazi abitativi più confortevoli per il podestà ed il suo seguito. Il 10 marzo 1273 si ha notizia di una seduta speciale dei membri del Comune perugino in cui viene proposto di costruire ex-novo un palazzo pubblico.Negli anni 1275-76 si comincia a realizzare quanto proposto tre anni prima: il nuovo palazzo deve sorgere nell’ “area occupata dalla casa-torre del Capitano del popolo e dalle dimore di importanti famiglie magnatizie”. Le case dei privati destinate ad essere demolite o inglobate in minima parte nel nuovo edificio pubblico, appartenevano a facoltosi cittadini, non nobili, ma in prevalenza mercanti.Negli atti di vendita o cessione stipulati con il Comune di Perugia, viene descritta la ricchezza di queste dimore dotate tutte di torri e, alcune, di chiostri e cortili. L’edificazione del Nuovo Palazzo s’inserisce nella volontà comunale di riordino della Piazza Grande di Perugia. Per la posizione in cui essa era collocata, centro di raccolta di tutte le forze che, provenienti dal contado, giungevano ad essa attraverso le cinque vie regali, sottoposte anch’esse, nel 1276, ad una generale revisione. Nel 1293, una volta ottenute case e terreni necessari, si dà inizio ai lavori sotto la direzione di Giacomo di Servadio e Giovannello di Benvenuto. In questi due personaggi non bisogna riconoscere, però, gli architetti ma solo i primi due di una lunga serie di nomi riportati dai documenti in cui sono indicati come “sovrastanti”, cioè ufficiali del Comune con funzioni tecnico-amministrative. Il primo nucleo dell’edificio è opera di maestranze perugine, finanziato dal denaro del popolo, dall’Arte dei Mercanti, dei Macellai, dei Lanaioli e del re Carlo di Napoli. Il palazzo si presenta alto, saldo, formato da conci perfettamente squadrati e cementati con malta ed, in breve, con la sua mole, domina tutte le case, le chiese e le torri che gli sorgono intorno. La concezione degli spazi interni è molto semplice, con due immensi ambienti sovrapposti, quasi due piazze coperte; al piano terreno un porticato aperto e, a sud-ovest dei due saloni, l’abitazione del Capitano del popolo. Simbolicamente si vuol far capire la preminenza dell’assemblea popolare e democratica rispetto alle altre istituzioni amministrative. Dalle cronache sappiamo che questa prima struttura comincia ad essere utilizzata per le assemblee pubbliche nel 1296; a questa data però il palazzo non risulta ancora terminato: infatti è in corso la decorazione ad affresco della Sala del Consiglio, oggi dei Notari, e la lavorazione ad intaglio degli scranni lignei. 

 

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