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In questa sala sono posti numerosi reperti archeologici.
Nella Pinacoteca possiamo vedereIl polittico di Palmerucci del XIV Sec. raffigura la Madonna con il Bambino e i santi protettori della città UBALDO, MARIANO, GIOVANNI E GIACOMO. La forma rappresenta i cinque colli della città e appositamente realizzata per essere posta nella cappella del palazzo dei Consoli su commissione degli stessi Consoli.
...ci troveremo dinanzi il Duomo.L’attuale costruzione, dedicata ai santi Mariano e Giacomo fu edificata su una struttura più antica di cui si possono notare i resti a destra della facciata.L’edificazione fu iniziata nel 1190 con la concessione del terreno da parte del Vescovo Bentivoglio.La Cattedrale, prevalentemente di stile gotico, fu forse progettata da Giovanni da Gubbio.
Appena entrati l’interno della chiesa si presenta a croce latina; un tempo le pareti erano tutte affrescate se ne notano ancora delle tracce. Sotto l’altare maggiore sono custodite le reliquie dei santi Mariano e Giacomo deposte in un sarcofago pagano vandalicamente martellato per trasfigurare i corpi nudi del bassorilievo raffigurante una delle fatiche di Ercole e precisamente ‘L’uccisione del Cinghiale”Pregevoli sono le tele collocate sul lato sinistro e destro di fianco al l’ingresso. Queste tele ad olio Di Antonio Gherardi da Rieti, rappresentano “La nascita di Gesù” e “L’adorazione dei Magi” dipinte nel XVII secolo e commissionate per la chiesa di S. Maria dei Laici. Nel quadro: “La nascita di Gesù” particolare rilievo è dato alle vesti. Si noti la cura nel rappresentare lo sbuffo della manica del braccio destro dell’angelo adoratore, leggermente arretrato rispetto agli altri personaggi. L’altro angelo reca in mano un cartiglio: “In terra pax”. “L’adorazione dei Magi” rappresenta la continuazione della natività: le figure dei vegliardi sono ben delineate, da notare in particolare le mani articolate. In ambedue i dipinti s’intravedono sul fondo le architetture che documentano il periodo storico culturale in cui il pittore è vissutoAppena fuori dalle mura medioevali, troviamo la chiesa di Sant’Agostino.Interno della chiesaLa costruzione di questa chiesa fu iniziata nel 1249, mentre la facciata è stata rifatta nel secolo
XVIII. L’interno è ad una sola navata, con archi ogivali che sostengono il tetto. L’importanza di questa chiesa è dovuta in gran parte agli affreschi eseguiti da Ottaviano Nelli e dalla sua scuola (1422 - 27). Essi ornavano interamente la chiesa, ora solo l’abside. Esclusi quelli della crociera. che raffigurano i 4 evangelisti, essi sintetizzano la vita di S. Agostino, con l’ambientazione data dai costumi quattrocenteschi eugubini. L’arco trionfale liberato dall’intonaco nel 1902, mostra un affresco grandioso della stessa scuola pittorica, che rappresenta il Giudizio Universale.
Tra i dipinti presenti in questa chiesa importante è “L’adorazione dei pastori”. È un’opera poco conosciuta che dovrebbe risalire ai decenni iniziali dei XVII secolo. Meritano attenzione sia la fuga prospettica dei ruderi in secondo piano che la dolcezza espressiva di taluni personaggi È interessante la rappresentazione dello spazio, molto dilatato; belle sono le espressioni dei personaggi, soprattutto quelli in ginocchio al cospetto del Bambino. La figura del vecchio che guarda verso lo spettatore è
sicuramente il committente “L’adorazione dei pastori” è stata attribuita al
pittore eugubino Felice Damiani. Risalendo via Dante possiamo visitare Santa Maria Nuova.
È della seconda meta del sec. XIII; forse fu edificata sul posto dove sorgeva il tempio di Giano .La facciata è originaria e presenta un elegante rosone e un bellissimo portale asimmetrico nei riquadri per consentire l’ingresso al livello di via Savelli. L’interno subì nel ’600 la sorte di tutte le altre chiese eugubine e fu completamente trasformato. Purtroppo furono anche scalpellati e ricoperti d’intonaco gli affreschi,
alcuni dei quali assai pregevoli, che adornavano completamente le pareti interne.L’unico affresco rimasto intatto è La madonna del Belvedere, di Ottaviano Nelli, in cui la Vergine, dal volto soave, sembra svincolarsi dalle forze di gravità effondendo una profonda religiosità. Ai lati: S. Antonio abate, forse, S. Emiliano martire, i quali mettono sotto la protezione della Vergine due componenti della famiglia Pinoli, che aveva commissionato l’opera. Gli angeli che suonano rievocano sublimi melodie, e ciò contribuisce a rendere più vivi e dolci i colori della tempera e a dare movimento armonioso e delicato alle figure.
Proseguendo per via Savelli troveremo la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami.
Fu costruita dopo il 1523 ristrutturando un vecchio edificio. Fu ristrutturata nel 1686 e fu ribenedetta il 9 Marzo 1691. L’interno di questa piccola chiesa è graziosissima per l’armonia degli stucchi e degli elementi decorativi. È affidata alle cure dell’Università dei
Falegnami. Recentemente restaurato, di autore ignoto, il dipinto mostra un’abile mano, molto delicata che risente nei toni cromatici e nelle figure allungata dell’influenza della pittura veneta conosciuta nella nostra zona attraverso i pittori che lavorarono nella nostra zona. [indietro][avanti]
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