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Perugia
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L'Acquedotto

Durante il secolo XII, il progressivo aumento della popolazione determinò la necessità di un maggiore approvvigionamento idrico, in quanto l’acqua proveniente dagli antichi pozzi non bastava più al fabbisogno dell’intera città. Risultava infatti molto difficile, anche dopo aver individuato una nuova sorgente, far arrivare questo bene prezioso per la comunità fino al centro cittadino, posizionato al sommo di due colline (Colle del Sole e Colle Landone).Nel 1254 il Consiglio Generale del Popolo deliberò che l’acqua provenisse dalla raccolta di Montepacciano, vicino all’attuale frazione di San Marco.Nel 1277 il progetto del nuovo acquedotto venne affidato al maestro veneziano Boninsegna,* che all’epoca si trovava a lavorare ad Orvieto, con la soprintendenza di fra Bevignate da Cingoli. L’approvvigionamento idrico rimase comunque un problema nel corso dei secoli; gli interventi di manutenzione ordinaria furono numerosi, tanto che la costruzione dell’impegnativa opera terminò solo nel 1280, due anni dopo di quella della fontana stessa. Nel 1883 il vecchio conservone venne sostituito da uno più basso progettato dall’ingegnere Alessandro Arienti.La realizzazione dell’opera, la cui decorazione scultorea venne affidata ai maestri Nicola e Giovanni Pisano, si concluse in meno di un anno, il 13 febbraio 1278.

 

 



La Fontana Maggiore - pag.2

Il bacino superiore si presenta con un’accentuazione plastica maggiore rispetto a quello inferiore; anche le tematiche svolte sono differenti: mentre la prima vasca presenta argomenti che si rivolgono principalmente alla vita terrena, la seconda si avvicina più all’idea della trascendenza, nonostante che accanto alle figure di santi, siano posti personaggi legati alla storia e alla politica di Perugia.La gerarchia potrebbe dunque essere tra le attività superiori e quelle inferiori dell’uomo.Il bacino è adornato da ventiquattro statue poste in stretto rapporto con l’architettura della fontana.Le sculture sono posizionate secondo la rosa dei venti, meccanismo già diffuso in Oriente.La raffigurazione della città di Perugia, così come quella di altre statue di importanza maggiore, è posta sugli spigoli aggettanti della vasca.Più precisamente le figure principali si troverebbero in collegamento, attraverso assi ideali, tra di loro: a Nord e a Sud sono posti rispettivamente Euliste e Perugia, mentre ad Est e ad Ovest Salomone e Roma.Perugia viene raffigurata come una matrona che sorregge una cornucopia ricca di prodotti della terra e di denaro: già dal 1259 la città batteva moneta in concorrenza con Firenze. Notevole è la raffigurazione di S. Ercolano*, opera forse realizzata da Nicola Pisano. Il santo, che fu monaco e poi vescovo di Perugia, difese la città umbra nel 547 d.C. durante l’assedio dei Goti di Totila.La sua storia viene mirabilmente raffigurata da Benedetto Bonfigli, pittore perugino, sulle pareti della cappella dei Priori nell’omonimo palazzo, nel 1470 circa. Una figura centrale è senza dubbio quella di Euliste**, il mitico eroe troiano fondatore della città, qui rappresentato non come un condottiero ma come un legislatore (si noti il cartiglio che tiene in mano). Accanto a lui si trova Melchisedec, un re-sacerdote che benedì Abramo (la scultura che oggi vediamo è una copia ottocentesca dell’artista Guglielmo Ciani).Melchisedec, fondatore di Gerusalemme, è posto accanto al fondatore di Perugia, quasi a suggerire che la città umbra si ispira idealmente al modello della città santa. architettonico; perfino i panneggi, pur essendo fluenti, rispecchiano questa sobrietà.Il modellato si pone a metà tra lo stile di Nicola e quello di Giovanni Pisano. Il gruppo dei grifi e dei leoni, rappresentazione plastica dei simboli della città di Perugia, presenta una fattura più minuta. Anche la fusione, assai più labile, sembrerebbe più tarda; questo fa supporre che il fastigio originariamente non apppartenesse al complesso della fontana. La Fontana Maggiore racchiude in sé numerosi significati e messaggi più o meno espliciti, come ad esempio quelli delle iscrizioni che corrono sulla sua superficie.Sull’orlo della tazza bronzea si trova ad esempio una scritta in latino che ricorda: “Rosso mi fece nell’anno del Signore 1277, indizione quinta, al tempo di messer Geraldino dei Boschetti Podestà e al tempo di messer Anselmo di Alzate Capitano del popolo. Maestri di quest’opera furono fra Bevignate dell’Ordine di San Benedetto e Boninsegna”.Alla base del capitello che sorregge la tazza vi è una seconda iscrizione che ricorda le autorità dell’anno seguente: “Al tempo di Messer Matteo da Correggio e di Messer Ermanno da Sassoferrato”. La terza iscrizione*, scolpita in lettere gotiche, si trova sulla cornice inferiore della seconda vasca. Con questa preghiera i cittadini di Perugia si raccomandano a Dio, a S. Ercolano ed a S. Lorenzo, perché siano conservate le acque, giunte dopo una laboriosa attesa, fino al centro cittadino. In un secondo momento si passa poi a lodare gli autori della fontana: fra Bevignate, costruttore e provveditore dotato di ingegno creativo, gli scultori pisani Nicola e suo figlio Giovanni e Boninsegna, colui il quale realizzò la straordinaria impresa dell’acquedotto. Infine, dopo la datazione dell’opera, vengono ricordate le autorità che governavano in quegli anni.“Guarda tu che passi la gioconda vita di questa fontana.Se osservi bene puoi vedere cose mirabili. Sant’Ercolano o Lorenzo non cessate d’implorare. Che conservi le acque Colui che siede sopra gli astri.E il lago e i diritti chiusini ti stiano a cuore.Città di Perugia, rallegrati e ritieni per padreil buon fra Bevignate vòlto ad ogni sapiente impresa.Egli è costruttore di quest’opera, egli ha diretto ogni cosa.Lui dobbiamo lodare col dolce nome di Benedetto.Capace di ordine ci ha dato quest’opera e ne è lieto.Questi sono i nomi degli eccellenti scultori della fontana.Nicola, famoso nell’arte gradito per ogni opera.E fiore degli scultori e gratissimo fra i buoni.È genitore il primo, figlio carissimo l’altro.Che se non vuoi sbagliare dirrai chiamarsi Giovanni.Pisani di nascita; a lungo stiano sani.Sappiamo che chiaro ingegno condusse le acque.Colui che bene augurando è detto Boninsegna.Egli eseguì l’opera e fece tutti i condotti.Nato a Venezia, molto amato dai perugini.La Fontana è compiuta nell’anno 1200.E aggiungerai settanta e otto.A quel tempo era papa Nicola III.Rodolfo Magno era imperatore.” rante i secoli XVIII e XIX della moda del “Grand Tour” e la passione che gli aristocratici e la borghesia colta del Nord Europa coltivavano per i viaggi in Italia, anche Perugia divenne meta dei viaggiatori.Ricordiamo tra gli altri il giudizio della scrittrice Louise Colet (1810-76) ospitata dalla Marchesa Marianna Florenzi Waddington(4) nel suo palazzo di via del Verzaro: “... in faccia alla Piazza del Duomo, dove zampilla la bella fontana del XIII secolo con tre vasche sovrapposte ed è decorata da statue, figurine rappresentanti le stagioni ed i mesi ...” “...Tutto brulica, si slancia, si espande nell’aria come un enorme mazzo i cui fiori sono teste sorridenti o gravi. Questa bella e singolare fontana è opera di Giovanni da Pisa e Arnolfo di Lapo”.

 

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