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Gubbio si trova nella parte settentrionale dell’Umbria, a 500 metri di altezza sulle pendici del monte Ingino ai margini di un altopiano e posta a ridosso di rilievi appenninici. Suggestiva per il suo aspetto medievale, per i suoi monumenti artistici e per le testimonianze storiche di varie epoche, conserva tradizioni culturali conosciute in tutto il mondo come la Corsa dei Ceri, in onore del patrono Sant’Ubaldo e il Palio della Balestra, che si svolgono nel mese di maggio. I Ceri di Gubbio sono diventati da alcuni anni lo stemma della Regione UmbriaA livello architettonico Gubbio si presenta con le caratteristiche richieste nel Medioevo: in basso “la piazza del mercato”, luogo che univa la città al “contado”, a media altezza la “piazza della Signoria”, dove il popolo si riuniva richiamato dai Consoli mediante il campanone. In alto la “piazza religiosa”, dove si manifestava il potere della Chiesa. La piazza religiosa oggi non esiste più perché i signori di Montefeltro costruirono davanti al Duomo il Palazzo Ducale (1400 ca.).Una delle più belle caratteristiche architettoniche medievali è la “porta del morto”: una piccola porta rialzata che affianca una più ai ampia a livello della strada (questa era la bottega). La tradizione popolare vuole che essa fosse l’uscita un tempo riservata ai morti, mentre in realtà era la porta dell’abitazione fornita di scalini in legno che venivano ritirati la sera. Salendo per via dei Consoli si incontra la Fontana del Bargello dove si può prendere la “patente di matto di Gubbio” facendo tre giri intorno ad essa. Sul monte Ingino vi è la Basilica dove è custodito, da oltre otto secoli, il corpo incorrotto di Sant’Ubaldo
al quale è dedicata la corsa dei Ceri che si svolge anche a Jessup in Pensilvania (USA), seconda patria di molti emigranti eugubini.Altro santo importante è San Francesco di Assisi non solo per il famoso lupo ma perché il Santo trovò rifugio a Gubbio presso la famiglia Spadalonga che gli donò il primo saio dopo la fuga da Assisi.Presso la Chiesa della Vittorina, dove probabilmente avvenne l’incontro con il lupo, ogni anno, il 26 dicembre, inizia la Marcia della Pace dell’Unicef, intitolata dal Presepe all’Albero perché nel parco davanti la chiesa viene allestito un presepe a grandezza d’uomo in una città di artigiani e sul monte Ingino è costruito l’Albero più grande del mondo.Un saluto gioioso o triste giunge agli eugubini dalla voce possente del Campanone del Palazzo dei Consoli - la civica campana grande - quando viene mosso dalla a forza delle gambe, dei piedi e delle braccia dei membri della Compagnia dei Campanari del Palazzo dei Consoli, che tramandano l’antica arte del suono delle campane.Gubbio deve essere inoltre ricordata per il Sacrificio dei Quaranta Martiri, quaranta cittadini innocenti fuciliati dai Tedeschi all’alba del 22 giugno 1944 per rappresaglia contro la città.
Dove ore sorge questa esisteva forse prima del secolo XI una pieve dedicata a S. Martino che fu ampliata alla fine del ’200 o ai primi del ’300. La forma attuale è una sostanziale trasformazione che dovrebbe risalire alla fine del ’400, epoca in cui la chiesa fu accorciata dal lato della facciata e allungata dal lato dell’abside. Davanti la facciata incompiuta della chiesa c’è la Piazza S. Martino, centro del quartiere più antico della città, attorno al quale le file di
costruzioni antiche, abbracciandosi, convergono circolarmente. Fu rimaneggiata nel 1765.Interno a croce latina, durante le varie trasformazioni andarono perdute le cappelle laterali e gli affreschi. Di esse rimangono le prime due a sinistra complete, e a destra. Nelle cappelle vengono conservati numerosi affreschi e dipinti su tela. Attualmente è chiusa per restauro.Tra le opere ricordiamo: “L’adorazione dei re magi”. L’affresco rappresenta la Natività con i personaggi disposti in due gruppi: a destra la Madonna e San Giuseppe, a sinistra i Magi in adorazione.
Proseguendo per via dei Consoli, scopriremo Piazza Grande e il maestoso Palazzo dei ConsoliQuesto Palazzo si chiama così perché ai tempi del libero Comune era la sede dell’organo supremo del potere esecutivo. L’edificio, di stile romanico, ha una facciata austera ma armoniosa. Sul lato meridionale del Palazzo c’è un portico per cui passa una scala inclinata incompiuta, che avrebbe dovuto condurre alla strada sottostante.
Sopra tale portico c’è una leggiadra loggetta coperta da dove si può godere un panorama eccezionale. Una sontuosa scalea a ventaglio da accesso al portale maggiore, ai lati del quale sono due eleganti bifore che potrebbero esse state costruite da Angelo da Orvieto. Mentre la paternità del Palazzo sembra essere opera dell’eugubino Matteo di Giovanello detto Gattapone. All’interno del Palazzo vi è un vasto salone chiamato Arengo adibito alle riunioni comunali. [avanti]
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